B.Y.O Buon 2017!!!

24 dic, 2016

Eccomi qui…..Eccoci qui! Il tempo vola ed è passato un altro quadriennio, il ritmo della vita sportiva associativa è dettata da queste regole create in Ellade più di tremila anni fa! Si rinnova tutto o si conferma e anche la nostra associazione va incontro al suo terzo momento elettivo!

 

convocazione assemblea elettiva 2017

 

Finisce quindi un anno intenso di attività sportiva segnato da tante cose belle, qualche litigio e polemica (non mancano mai) ma soprattutto un inno alla giovinezza ed alla novità!

La prima vera novità si racchiude in questo motto questo acronimo associato al logo olimpico giovanile.

“B.Y.O-Bring your own”!!!

 

Le vere rivoluzioni cominciano a volte con una frase azzeccata e questa lo è!!!Per i più giovani o chi non è addentro al sistema velico può sembrare una frase come un’altra ma per chi ,da tanti anni vive la realtà del Windsurf e del Kite, questa frase racchiude un significato quasi magico…..PORTA LA TUA ATTREZZATURA!!! Nel sistema Olimpico velico le imbarcazioni vengono comprate dalla nazione ospitante e distribuite per sorteggio agli atleti, questo ha un senso ovviamente per imbarcazioni di altra stazza che sono di complesso trasporto ma non aveva realmente senso con il kite come non lo avrebbe con il windsurf.. Il sistema olimpico obbligava alla fin fine la Federazione mondiale a prediligere la soluzione monomarca con l’esclusione automatica degli altri marchi  che di fatto creava una frattura tra mondo commerciale e agonismo.

Sicuramente il sistema monotipia dovrebbe , in una certa misura, garantire un contenimento dei costi, e l’esaltazione dell’atleta rispetto allo strumento, ma il sistema aperto permette di avere molta più diffusione, mercato dell’usato e soprattutto la certezza che le brand favoriscano economicamente i campioni.

Non esiste altra disciplina olimpica che si così pesantemente vincolata all’attrezzatura.A mio avviso il kite come diffusione di massa sta somigliando sempre di più allo sci, nessuno si sognerebbe di imporre ad uno sciatore la marca di sci da utilizzare!

 

Sono convinto che ci sarà qualche impaccio ma è realmente una gigantesca rivoluzione chiedo a tutti  dico a tutti maturità e pazienza!! No cominciamo con chiacchere e litigi è un sistema che deve maturare. Serve responsabilità da parte di tutti!!!

Insomma il kite dovrebbe diventare come lo sci o lo snow board ogni atleta ha la sua attrezzatura e se la amministra come meglio preferisce!!! Una enorme rivoluzione!!!

Però lo ripeto serve maturità!

 

Come serve che, a livello internazionale, si chiarisca la posizione del kite in seno alla federazione vela mondiale !

L’utilizzo politico e la strumentalizzazione della nostra disciplina per fini elettorali non è stato spettacolo decoroso.

Come non è edificante il messaggio che perviene dalle ultime elezioni e dalle faide che si percepiscono.

Rimane il fatto che chi pratica il kite è uno sportivo che ama  vento e acqua, non è ne fenomeno da spiaggia ne leva per altrui faide politiche.Ne è pensabile che ogni assemblea elettiva della Federazione mondiale vela si trasformi in una corrida dove la nostra disciplina deve sempre fare la parte del toro!

 

http://www.saily.it/it/article/kite-vela-olimpiadi-e-politica

 

 

 

 

 

 

 

BANDO ALLE POLEMICHE POLITICHE!!!

Sono rimasto affascinato dal foiboard come strumento magico che in mano a campioni e no permette di volare letteralmente sull’acqua a velocità incredibili, quello che fanno poi i “bravi” in acqua fa realmente sognare! Hanno veramente un vento tutto loro!Che  spettacolo ,che bella regata ma soprattutto che bell’incontro a Talamone!

 

Ripartito alla grande il bel movimento del wave un circuito  esaltante!! Un manipolo di appassionati delle onde e del divertimento Fantastico!!!

 

E’ stato un momento difficilissimo per il Freestyle Nazionale quando è stato chiuso, per beghe burocratiche allucinatorie collegate alla burocrazia locale, il circolo ospitante un bravissimo a Mirco  Babini ed al gruppo sardo che con la forza della volontà è riuscito a trasferire la gara a Porto Pollo dove si è svolta una delle più belle edizioni del circuito! Dopo una astinenza chi è rimasto anche alla tappa mondiale si è realmente sfogato! E’ stato un piacere vedere sul podio Gianmaria se lo merita veramente!

 

Ma il 2016 è stato l’anno dei giovani con il format olimpico giovanile TTR, regate appassionate durissime che hanno messo in luce dei campioni (molti “rubati” al freestyle giovanile) interessantissimi, con la nascita delle prima “scuole” che hanno cominciato a sfidarsi in un crescendo di heat!!

 

Personalmente mi sono dedicato con particolare intensità alla fascia del giovanile vuoi perché il traguardo olimpico è durissimo vuoi perché ritengo che in questa fascia di età si esplica al meglio il dovere sociale e formativo dello sport!

Abbiamo per la prima volta organizzato un raduno per i ragazzi convocati in cui oltre allo sport si è abbinato un corso di inglese velico!

Lo sport deve sempre avere una valenza formativa a 360°!!!

 

Abbiamo avuto un importante sostegno federale ed abbiamo sostenuto atleti, famiglie e circoli in questo percorso. Quest’anno non è stato assegnato il titolo ne fatto ranking proprio per sottolineare che il valore del campione nasce nel gruppo e il primo od il secondo non ha significato se dietro non c’è un collettivo affiatato di amici.

Dovevamo presentare alla federazione una rosa di campioni e penso che ci siamo riusciti.

 

Abbiamo un nuovo presidente di federazione Francesco Ettorre, persona che conosco oramai da anni con cui è anche nata una sincera amicizia e stima, sono contento veramente contento.

Il referente federale in termini organizzativi è Fabio Colella, figura che anni fa veniva considerata “eretica” in seno alla federazione per come aveva abbracciato la causa del kitesurf. Molti dei nostri ragazzi sono entrati nei comitati di zona e ci sono sempre più zone e circoli che recepiscono, anche se permane una certa inerzia una sorta di pigrizia mentale da parte dei circoli che ancora non hanno capito le potenzialità del kite in seno ad una struttura sportiva.

 

Per quanto mi riguarda

 

 

Io non  mi ricandiderò per questo quadriennio! Purtroppo situazioni che avrei volentieri evitato si sono incuneate nella mia vita e purtroppo non  potrò garantire nei mesi a seguire la concentrazione e l’impegno che una classe complessa come la nostra richiede in un periodo così delicato!

Sarà un anno intensissimo per l’arduo percorso che ci attende in seno alle selezioni per raggiungere il traguardo di Buenos Aires!

Già riuscire a far entrare nel novero dei 24 uno dei nostri ragazzi sarà un risultato incredibile!

Forse la Federazione mondiale non ha ancora capito la diffusione del nostro sport ed i giovani gli atleti  di bravura pazzesca che lo praticano soprattutto nei paesi in cui la vela “classica” non ha mai attecchito!

Sono convinto che in Italia abbiamo dei talenti interessantissimi ma vanno preparati e sostenuti!!

 

Io penso al mio percorso con molta soddisfazione avrei voluto fare di più e sicuramente ho sbagliato molto ma ritengo che nel nostro mondo del kite nazionale la classe , che ho  avuto l’onore di presiedere, ha promosso lo sport in maniera onesta e leale dando supporto a tutti.

Dando soprattutto supporto laddove ci si è confrontati con persone degne e stimabili, in un clima di leale rispetto e stima.

Come classe abbiamo erogato contributi agli atleti ed ai circoli, i denari erano dedicati all’attività giovanile, mi dispiace che molti ragazzi fuori età non abbiano potuto avere aiuto ma la destinazione del contributo era determinata dall’assegnazione stessa.

So gli sforzi che i ragazzi fanno per lo sport e ringrazio chi li sostiene!

 

Ma non si ha idea chiara di quanto possa costare organizzare un evento e quanta passione ed impegno essa richieda. Quanto si allenano i ragazzi e quanto vorrebbero che i loro sforzi fossero coronati dal massimo!!!

Un ringraziamento di cuore a tutti quei presidenti di circolo che hanno preso il gravoso onere di assumersi la responsabilità organizzativa e soprattutto i rischi a questa connessa! Noi come classe ci siamo stati! Sempre e per quanto possibile non è mai mancato l’aiuto!! Aiuto che ha visto anche la preziosa presenza di tanti UdR e volontari appassionati!

 

Ho dovuto vivere l’impatto della crisi che ha tagliato le gambe a tutti soprattutto  agli sponsor dopo il 2011 ho avuto per un attimo il sospetto che non ce la avremmo potuta fare, ho cercato ogni via ed ogni via si chiudeva con un rifiuto ed un diniego. Ma alla fine ha vinto la passione ed il circuito è andato avanti e sta crescendo di giorno in giorno.

 

Se c’è una cosa che mi rammarica è non essere riuscito a fare di più pensando soprattutto a quello che era stato l’inizio nel 2000 e la ricchezza che c’era all’epoca ( mi ricordo ancora la prima gara a Ostia ad Aprile presso lo Stabilimento “La Rotonda” dove nacque tutto vinta da Vannucci che all’epoca era un elegantissimo freestyler!!!!) Sembra un’eternità e forse lo è 17 anni fa!!!

 

Come dicevo prima vedo il 2017 come un anno estremamente impegnativo soprattutto per il settore giovanile, ma pensare ai giovani vuol dire creare le basi del futuro della disciplina. In una situazione del genere penso che il nuovo presidente deve subito contare su di un consiglio di classe che sia competente e dove ogni membro si assuma deleghe con responsabilità!

 

Troppo facile vantarsi della carica  se poi non si è in grado di investire tempo denaro e pazienza a fronte degli impegni presi!! Chi si assume responsabilità deve essere persona che metta volontà ed energie, che garantisca una reale volontà di fare qualcosa per la nostra  comunità.

Dovrebbe essere persona scollegata da interessi economici di marchio o garantire il sufficiente distacco da interessi commerciali.

 

L’attività di chi riveste una carica direttiva nel nostro mondo deve prevedere delle accelerazioni e periodo intensissimi soprattutto nel periodo primaverile/estivo e vi assicuro che in quelle giornate il telefono “frigge”

 

Anche perché il nostro mondo ha comunque una componente anarchica che non semplifica le cose e c’è sempre chi , all’ultimo momento o nei momenti più imprevedibili, riesce ad inventarsi la trovata in grado di far impazzire il malcapitato che cerca di organizzare e razionalizzare il tutto!

 

Devo ammettere che ho avuto momenti di reale disorientamento spazio/temporale……

 

Ma se c’è passione ed amore per lo sport si riesce a fare tutto.

 

Chiedo però a chi si propone come dirigente di classe di affrontare questo percorso con il massimo senso della responsabilità e della maturità necessaria!

Se il mio tempo lo permetterà prometto che ,soprattutto  per il settore giovanile, la mia presenza è assicurata ma veramente ora come ora non sono in grado di avere la percezione di essere padrone del mio futuro!!!

Spero di esserci sarebbe comunque un dono soprattutto per me!

Do comunque la mia disponibilità personale nei limiti del possibile sperando che il mio prossimo anno sia un pochino più sereno (diciamo che me lo merito) alla Classe ed alla Federazione ed a tutti gli amici che mi chiederanno consiglio.

 

 

Vorrei ricordare i tempi del Grande Giovannelli e delle epiche sfide con Luca Marcis. Lollo , nel dubbio, vinceva sia race che freestyle che Campione meraviglioso!

Erano i tempi di un’altra fantastica atleta Alice Brunacci che si sfidava con Maria Ruth Piscopo, ora entrambe Mamme (auguri anche a papà Riccardo Nobile) !

Siamo anche una piccola famiglia di amici e come in ogni famiglia si salutano i nuovi nati!  Colgo per salutare il bell’arrivo al mitico Casale ed alla pazientissima Xantilly

 

Mamma Maria e Lollo vinsero un titolo slalom europeo nel 2012 in una epica sfida con gli atleti francesi del calibro di Nocher e Kerneur è stato un onore vederli sul podio!!!

 

 

Poi ci fu il sogno olimpico del 2012 ed il fantastico campionato del mondo race di Cagliari!!! 250 atleti da tutto il mondo la baia del Poetto piena dico piena di aquiloni che spettacolo!!Un GRAZIE A RICCARDO LECCESE CHE CI HA PERMESSO DI CRESCERE TANTO!!!

Che brutta storia però la lotta con gli amati cugini del windsurf e la terribile delusione di novembre , che amarezza che delusione cocente!

 

Devo confessare che mentre i rapporti con la Federazione Nazionale sono sempre stati di  rispetto e lealtà reciproca , ho dei seri dubbi in merito al sistema internazionale ed anzi colgo ancora di raccomandarmi con il Pres. di classe internazionale il paziente Babini di fugare queste ombre che hanno un vago sapore “razziale” dove una agguerritissima minoranza di persone che si considerano “velisti” in nome di una purezza sportiva rifiuta in maniera cocciuta ed ostinata la nostra disciplina alternando disprezzo  al rifiuto!

Mi dispiace che in questa complessa situazione chi si erge, in alternativa, a difesa del kite sportivo sia una associazione che ha cominciato con il piede sbagliato e mi riferisco alla leggendaria IFKO!

Personaggi che parlano di sport “libero” ed intanto creano la loro rete occulta con sullo sfondo la vecchia solfa dei corsi istruttori kite e di potere politico ed economico.

Peccato poteva essere un qualcosa di interessante, ma hanno cominciato sbagliando e mi sembra senza alcuna volontà di raddrizzare il tiro, in maniera arrogante ed irrispettosa soprattutto per i ragazzi ed i giovani atleti, rischiando di danneggiare soprattutto i primi nel percorso olimpico giovanile!

Penso che si debba parlare sempre con tutti e per questo avevo inviato alla loro prima AGM a Cascais un delegato per cercare di capire qualcosa di più. Un delegato della classe è il rappresentante degli atleti italiani e bene o male siamo tutti noi. Ebbene ricordo ancora che siamo stati scacciati via,. ma chi è questa gente, ma che faccia hanno?

Ma che senso del rispetto sportivo ha questo gruppo?

 

A questa tutta gente non posso fare altro che rispondere con i versi di Baudelaire “uomo libero amerai sempre il mare” e negare la libertà ed il diritto di uno sport del vento di esistere è la più eclatante dimostrazione di limitazione ed alienazione mentale. Dire “tu non sei vela”  è una offesa perché siamo tutti schiavi  della stessa passione per il  vento del mare e soprattutto dell’infinito palese mistero delle onde!!!!Secondo me è impossibile praticare il kite con il dovuto bagaglio di conoscenza marinaresca, ma diventa anche scomodo dover condividere uno spazio sportivo con chi si arrocca sulla tradizione e richiama i valori del passato in maniera sorda , rischia la brutta figura delle Bahamas dove il navigare con la vecchia barca finisce in tristo naufragio

 

http://www.saily.it/it/article/anche-i-campioni-volte-affondano

 

 

Ricordo ancora  con affetto Luciano Giacomi! Era il monumento della federazione!!! Giudice inflessibile, severo , preparatissimo un vero “maestro” della vela quando  esaminava bando e regolamenti aiutando e dando preziosi suggerimenti di cui conservo tesoro!!!

Raramente ho visto una persona seguire con passione e competenza il nostro sport!

Probabilmente il lavoro fatto con Luciano è stata la base più importante che abbiamo avuto il dono più grande!!

 

Penso di lasciare un piccolo gioiellino che può solo che crescere anche se bisogna maturare tutti!!! C’è tanto lavoro da fare.

Maturare vuol dire anche comprendere che da un lato c’è l’atleta ma d’all’altro tante figure volontarie e non retribuite che fanno il possibile in condizioni non sempre facili!!

 

Un mondo sportivo che matura è quello che permette una crescita di tutti non solo degli atleti ma anche di allenatori, tecnici, giudici!!!

Non è solo questione di soldi ma è un lavoro di gruppo paziente che richiede una forte e costante volontà di rispetto per i sacri valori sportivi!

 

In merito alle abituali polemiche vorrei condividere questo meraviglioso brano di storia dello sport!!!!!

Ci sono polemiche nello sport e ci saranno sempre in TUTTI gli sport! Anche in quelli professionali ricchi ricchissimi.

 

Condivido questo articolo dedicato all’epica vicenda del gol annullato ad Antognoni durante la partita Italia-Brasile una lezione di cui far tesoro!Ecco le parole dell’anziano arbitro di gara…..

 

Da solo, forse non l’avrei annullato. Ma la mia scelta fu corretta perché mi fidai del guardalinee, messo meglio. Chan Tam-Sun, di Hong Kong. L’ho rivisto qualche anno fa, non abbiamo parlato del fuorigioco ma dell’intervento al ginocchio che ci siamo fatti. Antognoni mi disse: “Ma arbitro…”, e allargò le braccia. Risposi con un gesto di diniego. Un arbitro non deve parlare né spiegarsi. Io non l’ho mai fatto”……Un arbitro deve leggere la partita, capire dove sta andando, tutelare gli atleti.

 

http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2016/09/19/news/vita_da_arbitro_klein_il_mio_capolavoro_dirigere_italia-brasile_senza_la_tecnologia_-148087829/

 

La tutela dell’atto sportivo richiede che si crei in qualche modo un rapporto di fiducia e crescita reciproca un patto tra atleti e chi li deve giudicare.

 

In una disciplina nuovissima come la nostra l’adrenalina sportiva deve dico deve sempre tenere conto che chi giudica lo fa fondamentalmente per passione e per amore dello  sport. Chi giudica può sbagliare ma il suo sbaglio deve diventare motivo di crescita non di offesa!!!

Se non si chiarisce questo concetto si ferma tutto perché alla fin fine ma chi lo fa fare ad un a persona di stare ore seduto per poi prendersi gli insulti!?

E’ un equilibrio difficile che però richiede maturità da parte di tutti!

 

 

Sono ottimista quindi per il divenire, rimarrò socio della classe che ho amato dal primo minuto della nascita.

Ringrazio tutti con affetto per questo meraviglioso percorso

 

 

Vorrei che si percepisse il mio abbraccio con un sorriso e con tanto amore per questo meraviglioso sport!

Poi quattro anni volano…..

Ma forse ritorno chi lo sa……

Un ultimo augurio con le parole del grande Elstrom, uno dei grandi rivoluzionari della vela moderna

 

“Se per vincere una regata perdi il rispetto dei tuoi avversari, non hai vinto niente”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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